MORA Art Gallery
Un Dialogo tra Linguaggi e Confini dove la produzione dell’artista non vive in isolamento, ma si alimenta di un costante interscambio multidisciplinare. Attraverso collaborazioni sinergiche e progetti dal respiro internazionale, il suo lavoro plastico entra in risonanza con la scultura, la teoria e la critica, lasciandosi contaminare da linguaggi sempre nuovi e in continua evoluzione. La galleria si configura così come un ponte ideale che unisce Arte e Pensiero e Passato e Presente.
La curatrice
Ingrid Rampini
La curatrice
Ingrid Rampini
Curatrice indipendente con base a Savona, Ingrid Rampini intreccia da decenni la propria traiettoria professionale con le voci più autentiche dell’arte contemporanea. Dal 1996 cura il percorso espositivo della pittrice norvegese Leiten Elvira, coordinando mostre personali e collettive di respiro internazionale. Dal 2012, il suo sodalizio con l’artista brasiliano Alexandre Mora Sverzut si è tradotto nell’organizzazione integrale della sua produzione artistica e culturale, culminando nel 2018 con la fondazione della Mora Art Gallery.
La Filosofia della “Embedded Curator”
Ingrid ama definirsi una embedded curator, un termine che cristallizza il suo approccio simbiotico con l’atto creativo. La sua non è una critica distaccata, ma una prospettiva interna e partecipe.
La visione di Ingrid affonda le radici in un’eredità familiare d’eccellenza. Il nonno Ansgar Leiten (1908–1992), illustre esponente della scultura e pittura scandinava, le ha trasmesso il valore della coerenza artistica. Per Ingrid, l’arte è una sintesi inscindibile di amore e intelletto.
“Mio nonno mi ha insegnato a rifiutare un’arte che sia mera decorazione o sterile intrattenimento. L’opera deve possedere un’ambizione più alta: deve avere un contenuto formale, culturale o politico; deve essere una visione alternativa capace di risvegliare una ricerca di senso.”
“L’arte è per me innanzitutto una questione di amore e di intelletto“
“L’arte è per me innanzitutto una questione di amore e di intelletto“
