Elvira Leiten
Il respiro dell’alba
di Ettore Ceruti – storico d’Arte
La raffinatezza e la trasparente nitidezza che si riscontra nelle opere di Elvira Leiten viene esaltata da una urgenza data dal ritmo compositivo che dà al colore una espressione dolcemente e plasticamente icastica, filtrato da un profondo e sublime sentimentalismo.
In certe sue opere che paion fatte col respiro dell’alba, la pittrice è arrivata alla pura innocenza. Sul terreno del virtuosismo cromatico pochi hanno la sua padronanza, il suo gusto infallibile ed il dono di fare squillare un colore nella pausa attonita di tutti gli altri elementi nel quadro. Certi azzurri, certi gialli, certi rossi hanno un valore di scoperta lirica che va oltre il puro calcolo tecnico e compositivo. Tutte le sue opere hanno una apertura verso il meraviglioso ed il fantastico che si affida alla anamnesi evocativa.
In alcune delle sue opere, di grande impegno sinfonico, la nordica pittrice sfiora la favola per virtù sorgiva, senza ricorrere a quei valori allusivi, di cui si fa tanto sciupio oggi. Il tutto è suggerito dal colore stesso che si libera con espressività autonoma, sino ad essere spirito. Dall’apparente astrattismo universale, dal quale sembra partire la Leiten, ella arriva ad un suo personalissimo e lievissimo mondo spirituale, rimanendo sempre legata alla fedeltà con se stessa, ai suoi mezzi naturali e acquisiti.
La sua particolare tecnica le permette di realizzare sorprendenti soluzioni espressive, trasferite nelle opere con ritmo pacato e cristallino che definisce, con felice creatività, la narrazione, e con molte insolite sorprese destinate ai suoi ammiratori.
Le onde vitalistiche che emanano dai suoi dipinti, non riesce facile reperirle subito puntualmente. Anzitutto è il registro dei significati psicologici, ad essere condotto abilmente all’incontro. Acculturate volute e registri intensi delle tensioni cromatiche suggeriscono all’osservatore sensibile ed attento, simbolici messaggi di carezzevole intimità.
L’annodatura pittorica e la luce che unisce e divide, mostrano certe irrefrenabili inflessioni di ribellione al dolore che deprime e consuma. Siamo al modulo classico condotto dalla problematica luministica moderna.
La pittrice, simbolicamente ed abilmente, accenna inoltre a strutture e disarticolazioni tenuemente coloristiche, di corpi di angeli, raffioranti a mezzo di occulti processi spirituali con maieutico processo di buona memoria platonica, per lo più quale frutto di sedimentazioni interiori, assumendo quindi significati sovrannaturali.
Ho tanto desiderato che una farfalla andasse a posarsi su uno dei suoi dipinti (in Liguria e nell’angolo di paradiso ove la pittrice dimora, ve ne sono tante ed alcune bellissime). Ciò non è avvenuto, sebbene io sappia per certo che ogni raffronto è inutile, poiché i colori dell’iride sono gia’ tutti nella mente, nel cuore e nei dipinti di Elvira. Misteriosa e santa è invece questa perenne traslazione, dell’arc-en-ciel, nella tavolozza dell’artista.
Si presentano così le patenti di spiritualità, di dignità e di valore di un’amabile artista che sempre sa riconoscere le tracce di Dio in ogni punto dell’Universo, in ogni piega dell’essere, in ogni moto dello spirito, nella bellezza del mondo visibile, soprattutto se vi siano ancora artisti capaci di soffrire ed intendere.
Loano, 05/03/2003
Gli angeli eterei di Elvira Leiten
di Wolfgang Meixner
Esseri alati
nascono dalla luce bianca
e si manifestano
in un momento magico
tra i colori dei fiori della fantasia
Immagini trasparenti
annunciano la pace
dell’armonia di un altro mondo
nella realtà del sole e dell’ombra
tra tempo e spazio
Aliti volatili
dipinti tra lacrime e sorrisi
si librano da un cuore
pieno di poesia
come estri eterei
Esseri invisibili
creati dall’arte dell’arcobaleno
rappresentano un amore eterno
che è sopra di tutto
e dentro di ognuno di noi
Biografia
lvira Leiten è nata a Volda in Norvegia nel 1945 ed è figlia d’arte. La forte personalità del padre nell’esprimere la sua arte aveva creato in lei una tale avversione per tutto ciò che concerneva il disegno e i colori, a tal punto da non riuscire neppure a consegnare, ad un esame di disegno, il lavoro. Lasciava la Norvegia e si trasferiva a Londra per studiare letteratura, specializzandosi in G.B. Shaw.
Amante delle varie culture, intraprese numerosi viaggi intorno al mondo (parla e scrive 6 lingue) prima di trasferirsi definitivamente in Italia. Non aveva mai iniziato a dipingere, quando una grave malattia la costrinse a letto per molto tempo. Avendo ormai perso ogni speranza di guarire, la sua fede era più che mai vacillante. Un giorno, per puro caso, le capitarono tra le mani dei tubetti di tempera e lei, non avendo neppure la forza di tenere un pennello tra le dita, iniziò a dipingere con le mani. Fu proprio questo inizio di forme e di colori la sua salvezza, la sua arma per poter combattere la malattia.
Ora la pittura è diventata non solo una passione ma la sua attività, e ciò che oggi possiamo cogliere nella particolare tecnica che contraddistingue l’artista e la rende unica nel suo genere, è quell’ esplosione di colori che ne deriva dalla sua forza interiore e che trasporta sulla tela con il solo ausilio delle proprie dita. Trattandosi di un’arte astratta, sono le sensazioni che bisogna cogliere e per percepire gli stimoli che l’artista ci suggerisce, dobbiamo elevarci ad una dimensione unica ed ineguagliabile: la nostra immaginazione.
Elvira dipinge con successo dal 1991, ha partecipato a numerose mostre collettive e personali in Norvegia, Italia, Stati Uniti e altri Paesi d’Europa. E’ stata invitata ad insegnare “Cromoterapia” nella Holly Learning School di Hartford-Wisconsin, USA. Nella “Casa della Cultura” di Stryn-Norvegia, sono esposte due delle sue opere. Altre opere si trovano in collezioni private ed ufficiali, internazionali.







